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Il nastro adesivo e le forbici sono alcuni degli strumenti indispensabili alla Tape Art di No Curves, artista italiano del panorama undeground che esporrà all’AvantGarden di Milano alla mostra personale curata da Francesca Holsenn, dal 21 marzo al 27 aprile 2013.

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La tecnica del nastro adesivo conduce l’immagine ai minimi termini e le linee si intrecciano, si scontrano, si sovrappongono, diventando i tratti somatici dei personaggi ritratti ma anche simbolo dei collegamenti neurali e sinaptici alla base dell’ideare.

No curves

Per fa sì che che la sua opera si componga in modo completo, No Curves si occupa di dieci artisti: Bruno Munari, Ettore Sottsass, Fortunato Depero, Stanley Kubrick, Giò Ponti, Fabio Novembre, Philippe Starck, Antoni Gaudì, Katsuhiro Otomo, e Le Corbusier. Dieci anime di designer che l’artista ha posto sotto la lente di ingrandimento della sua ricerca, menti creative di cui ha seguito filosofia e linea di pensiero, cercando indizi, collegando concetti e immagini che concretizzano il percorso che porta dall’idea alla creazione.

I Lov No Curves – {Missbaloo}

Adidas per sostenere e comunicare la partnership alla FIFA WORLD CUP™ 2014 in Brasile, coinvolge la performance artist Marina Abramovic (della quale vi ho parlato qui), lanciando un viral di 3 minuti, remake di una sua celebre performance degli anni 70, dove l’artista ci racconta della Work Relation.

abramovic_adidas

«Il lavoro di squadra massimizza l’impegno, la dedizione e, in ultima analisi, la prestazione». Osserva l’Abramović. «L’energia collettiva è fonte di grande forza, cosa che ho scoperto proprio attraverso le prove di Work Relation (nel 1978, con Ulay). Queste stesse qualità costituiscono le fondamenta tanto del mio istituto, il MAI [Marina Abramović Institute], quanto di ogni altra iniziativa. Trovo molto affascinanti gli elementi che la performance artistica e lo sport hanno in comune e mi ha entusiasmato l’idea di metterli al centro di questo progetto.»

Quando ho scoperto questa partnership sono rimasta stupita. Non pensavo che l’Abramović potesse essere coinvolta per un’attività di marketing dedita alla World Cup. Ma il concept è perfettamente calzante da mettere da parte i pre-concetti e condividere con voi Work Relation.

I Lov U Marina, I Lov U Work Relation {Missbaloo}

[via Living Adamis]

Before I die

Riflettere davanti ad un muro sulle cose importanti della propria vita è uno degli ultimi progetti di Candy Chang.

Artista di New Orleans, crea un spazio pubblico dedicato alla riflessione delle proprie aspirazioni. Un solo stencil che dice “Before I die I want to…” e che ricopre il muro di un edificio abbondato, qualche gesso colorato e il progetto prende vita.

Before I die

Le persone si fermano, riflettono e lasciano il loro pensiero. Il risultato è efficace e profondo, riuscendo a coinvolgere persone in tutto il mondo.

Geniale anche la proposta di un piccolo kit per propagare a macchia d’olio l’iniziativa nella propria città e invogliare tutti a lasciare il proprio pensiero sul muro della riflessione.

I Lov Street Art – {Missbaloo}

Before I die

Before I die